Cappe Chimiche Estrazione Totale (DUCTED)

Acquisto di una cappa chimica ? Scopri i 5 errori che rischiano di farti affondare in un mare di sprechi e insicurezza

Ti trovi nella condizione di dover fare l’acquisto di una cappa chimica e non hai la minima idea di dove cominciare?

Inizia da qui, scoprendo gli errori più comuni che tutti commettono quando devono procedere all’acquisto di una cappa chimica ma soprattutto continua a leggere perché scoprirai amare verità su quanto viene nascosto dai rivenditori  delle cappe stesse.

Continua a leggere e scoprirai i 5 errori più diffusi che rischiano di farti affondare in un mare di sprechi di soldi e poca sicurezza per gli operatori che dovranno utilizzarla.

In questo articolo appunto parlerò delle problematiche connesse a questa fase che per quanto mi riguarda è di fondamentale importanza per prevenire eventuali problemi futuri in quanto sottovalutando alcuni aspetti vengono provocati guai seri sia dal punto di vista funzionale delle cappe chimiche stesse che di sicurezza degli operatori

con dispendio di energie e soldi che potevano essere risparmiati.

Non voglio fare del sarcasmo su tragedie che sono avvenute ma semplicemente far ragionare sul fatto che spesso la poca considerazione di alcuni dettagli può provocare delle vere e proprie catastrofi mettendo a rischio la sicurezza delle persone.

In genere l’ acquisto di una cappa chimica nasce da un’esigenza lavorativa nonché normativa al fine ultimo di proteggere operatori e ambiente ma si danno per scontati molti aspetti che invece non lo sono e che portano inevitabilmente problemi futuri.

Ecco quindi i 5 errori più comuni che tutti commettono quando devono fare l’acquisto di una cappa chimica da laboratorio:

  1. Errore di mancata analisi preventiva delle esigenze lavorative del personale di laboratorio al fine di tutelare la loro salute nel manipolare le sostanze chimiche
  2. Errore di mancata analisi preventiva del laboratorio stesso dove si pensa di andare a collocare la cappa chimica
  3. Errore nella scelta della cappa chimica più idonea alla lavorazione che si intende fare ( il più delle volte scegliendo il prezzo più basso)
  4. Errore di non richiedere che la cappa chimica, una volta installata , venga nuovamente verificata totalmente per essere sicuri che stia funzionando
  5. Errore diffuso di pensare di avere una garanzia sulla manutenzione della cappe chimiche e verifica della sua funzionalità ( Nessun contratto con assistenza tecnica esterna)

 

 

1 ) Errore di mancata analisi preventiva delle esigenze lavorative del personale di laboratorio al fine di tutelare la loro salute nel manipolare le sostanze chimiche 

Si proprio così… il primissimo errore che viene fatto nella fase di acquisto di una cappa chimica è quello di non partire da un’attenta valutazione dei rischi derivanti dalle lavorazioni che devono essere eseguite , piuttosto dal fatto che qualcuno ha detto che ha sentito da altri che serve una cappa chimica.

Questo accade molto spesso… si parla di cappa chimica ma in realtà molti non sanno neanche perché la stanno usando o se è quella giusta.

Tu ti sei mai posto domande del genere?

Spero di si, ad ogni modo l’errore di valutazione iniziale che ho menzionato parla appunto del fatto che prima ancora di richiedere preventivi o peggio mi sento, fare dei bandi di gara , chi di dovere esegua appunto un’indagine interna al fine di avere più chiara la situazione lavorativa che si deve andare a gestire.

E’ più facile a dirsi che a farsi , basterebbe parlare con gli operatori che sono sempre in prima linea e al quale interessa più di tutti che le cose vengano fatte bene e da loro scoprireste già moltissime informazioni utilissime poi alle richieste di preventivo.

ALT mi fermo subito o meglio ti fermo subito nella lettura…

Se il fine ultimo è quello di risparmiare il più possibile (sprecando i soldi , soprattutto quelli pubblici) lavorando male sulla pelle degli altri (che poi tanto ci rimetti anche tu) allora questo articolo non lo prendere proprio in considerazione, ovviamente se devi fare una gara al ribasso e devi o vuoi fregartene di dare alla fine uno strumento realmente utile come una cappa chimica intesa come dispositivo di protezione collettiva ma che sia realmente in linea a quanto necessario ai tuoi operatori allora non siamo in sintonia.

Se invece vuoi dare il giusto prezzo alle cose e spendere i soldi nel modo corretto un’analisi preliminare è quello che ti occorre e stai leggendo l’articolo giusto che potrebbe farti riflettere su tematiche al quale magari non hai pensato o non hai dato il giusto peso per vari motivi.

Quindi dicevamo, prima di tutto puoi :

  • parlare con gli operatori e farti un’idea delle lavorazioni che devono eseguire o che eseguono
  • chiedere quali sostanze chimiche useranno e in che concentrazioni (giornaliere , settimanali e mensili)
  • chiedere quanti operatori dovranno lavorare contemporaneamente sotto cappa
  • chiedere dove pensano di far installare la cappa
  • Analizzare il luogo prescelto al fine di capire se è quello idoneo (lo vedremo più avanti)
  • Chiedere agli operatori se già avevano in mente qualche cappa chimica e perché

Insomma con una giornata ben fatta o meglio qualche ora sarai già un passetto avanti e avrai più chiare le idee.

Ovviamente se tu stesso devi procedere all’Acquisto di una cappa chimica per te stesso allora potrai velocemente rispondere a queste domande utilissime e fare un auto analisi approfondita.

Ti ricordo che il fine ultimo è quello di tutelare l’operatore e la collettività ( da cui ne deriva il nome : DPC – dispositivo di protezione collettiva )

ma adesso passiamo all’errore successivo

2 ) Errore di mancata analisi preventiva del laboratorio stesso dove si pensa di andare a collocare la cappa chimica

Penso sia importantissimo questo aspetto che invece , stranamente, viene sottovalutato da tutti.

Posso affermare tranquillamente che a nessuno frega molto dopo l’acquisto di una cappa chimica, dove venga posizionata perché in tutti questi anni di carriera come assistenza di cappe chimiche ho visto certe cose che fanno venire la pelle d’oca.

Purtroppo c’è da dire una cosa, i rivenditori nonché i costruttori stessi vi hanno abituato a vedere le cappe chimiche come semplici arredi da laboratorio anziché come dispositivi di protezione collettiva quali sono.

Vi hanno sempre fatto credere che un bancone e una cappa fossero praticamente la stessa cosa

ma lasciati dire che questo è quanto di più errato ci possa essere.

Se ti stai chiedendo il perché, bhé non posso rispondere io a questa domanda, ovviamente mi sono fatto delle mie idee e teorie che da un certo punto di vista nel tempo stanno trovando le loro conferme ,

parlo della TOTALE IGNORANZA di molti rivenditori nonché agenzie di vendita varie e perché no anche di assistenza tecnica che non sapendo neanche loro bene il funzionamento delle cappe chimiche hanno da sempre sminuito l’importanza e manipolato i clienti al fine ultimo di non essere troppo esigenti e capirci realmente qualcosa a riguardo.

Premetto che io nonché la mia agenzia di assistenza tecnica “Techno srl

non abbiamo alcun mandato di vendita per nessun tipo di cappa esistente proprio perché nel tempo abbiamo voluto mantenere una sorta di indipendenza in quanto non sposiamo molto il concetto del “me la canto e me la suono”

Questo per dirti quindi che purtroppo ognuno tirerà sempre l’acqua al suo mulino e se tu pensi di affidarti a qualcuno (a caso) affinché ti dia la migliore soluzione possibile per quello che ti serve , bhé forse sei fuori strada.

O meglio, non che questo non possa capitare certo è che dovrai vedere con estrema chiarezza che l’interessamento sia totale e che l’agenzia al quale ti affidi esegua per tuo conto un’attenta analisi delle tue reali esigenze come al punto 1 ricordi?

Se non c’è questo allora aspettati di essere trattato come tutti gli altri e di ricevere un arredo da laboratorio (perché anche nella mente del rivenditore ci sarà l’idea del una cappa vale l’altra)

Io ti consiglio di fare tu queste valutazioni e dare indicazioni precise al riguardo , così facendo avrai un minimo di scarico di responsabilità ma soprattutto dormirai più sereno pensando di andare nella direzione giusta.

Coinvolgendo il personale di laboratorio , gli utilizzatori della cappa chimica che andrà acquistata, otterrai il beneficio di non avere grosse obiezioni e problematiche future.

Al termine dell’acquisto di una cappa chimica quindi, parlavamo di fare un’analisi sull’ambiente nel quale deve essere collocato il DPC  ma in che modo? cosa tenere presente?

te lo indico subito riassumendolo anche qui per punti senza snocciolarli troppo singolarmente altrimenti non finiamo più , se poi avrai altre domande sarò lieti di risponderti.

  • Presenza di una parete della larghezza idonea facendo attenzione a non incastrare la cappa a ridosso di muri
  • Presenza di eventuali fonti di disturbo come condizionatori, finestre, porte , corridoi , prese d’aria soffitto ecc
  • Presenza di un punto di passaggio o apertura armadi che possano creare correnti d’aria anche minime
  • Possibilità di collegare la cappa all’esterno mediante dei canali della larghezza idonea (meglio se sul tetto)
  • Possibilità di montare box filtri a carboni attivi (nel caso si necessiti dell’abbattimento prima dell’espulsione )
  • Calcolo delle eventuali portate di aspirazione aria per sapere se necessaria un’immissione aria esterna
  • Verifica di eventuali dislivelli della pavimentazione
  • Verifica delle altezze necessarie al fine di poter installare la cappa in modo idoneo lasciando il giusto spazio sopra
  • Verifica degli spazi necessari in caso di manutenzione di un’assistenza tecnica di cappe chimiche
  • Previsione futura di eventuale acquisto di una cappa chimica ulteriore (se possibile e necessaria)

giusto per citartene qualcuno.

Se hai già acquistato cappe chimiche, hai mai fatto certe considerazioni? le ha fatte chi ti ha venduto la cappa chimica?

Non credo, per come vedo le disposizioni delle cappe chimiche in generale è già tanto se sono state montate in verticale anziché in orizzontale perché non c’è stato criterio o considerazioni da parte di chi avrebbe dovuto portare la corretta informazione.

Ovviamente spesso ci si scontra con realtà, come nelle gare pubbliche, nel quale chi predispone il bando non ne capisce proprio niente e fa degli strafalcioni allucinanti, basterebbe seguire un pò di logica o in questo caso seguire qualche consiglio utile come quanto riportato in questo articolo.

Capisco che non ci siano queste informazioni in rete ne tanto meno vengono date da chi di dovere pero’ troppo spesso lasciamo al caso molti dettagli che poi di dettagli non si tratta.

3) Errore nella scelta della cappa chimica più idonea alla lavorazione che si intende fare ( il più delle volte scegliendo il prezzo più basso)

Quindi a questo punto dovreste già avere sia il dettaglio di cosa occorre a voi o al vostro personale operante (sostanze chimiche utilizzate, misure cappa utile, quantità ecc)

che un’idea sulla giusta collocazione della cappa chimica che intendete acquistare.

Ecco spesso l’errore è anche nella scelta ovviamente, il più delle volte , nella fase iniziale di acquisto di una cappa chimica si fanno richieste di preventivo e poi non capendo moltissimo delle informazioni che ci vengono date si sceglie per il prezzo più basso o per quella che a vostro giudizio è  più corretta senza però avere alcun riferimento reale su cosa veramente sia giusto per voi.

Infatti come dicevo al punto precedente dovete togliervi dalla testa di acquistare un arredo ma essere consapevoli che state procedendo all’acquisto di una cappa chimica da laboratorio.

Adesso però devo fare un pò di precisazioni in quanto il mondo delle cappe  in generale è ampio e anche se scontato vorrei sottolinearlo principalmente si divide in :

CAPPE per uso CHIMICO

CAPPE per uso BIOLOGICO

questo a grandi linee, poi scendendo nel dettaglio delle cappe uso biologico ci sono tante altre tipologie che non cito per non confonderti visto che dobbiamo parlare di cappe chimiche.

Quindi le Chimiche si dividono in 2 famiglie principali: 

DUCTED e DUCTLESS

Cappe chimiche DUCTED (significato inglese “canalizzato” )

sono sempre cappe appunto canalizzate all’esterno mediante dei condotti (canali) possibilmente rigidi e lisci , quindi le chiameremo cappe a estrazione totale dell’aria che viene aspirata sul fronte.

Queste cappe sono molto diffuse perché sono state tra le prime cappe a uscire sul mercato e ad essere vendute come complemento di arredo insieme alla realizzazione dei laboratori, ne troviamo infatti moltissime negli Ospedali e nelle Università ma anche in molti altri posti ovviamente. 

La caratteristiche di tutte le cappe chimiche è quella di aspirare semplicemente aria dal fronte della cappa per evitare che l’operatore possa in qualche modo inalare i vapori più o meno nocivi che possono svilupparsi dall’utilizzo delle sostanze chimiche sotto cappa durante la fase di lavorazione.

Come dicevamo sopra, le cappe DUCTED “canalizzate” le riconoscete immediatamente perché presentano un canale che esce sopra la cappa stessa da un foro di uscita predisposto dal costruttore che serve appunto a convogliare l’aria aspirata sul fronte della cappa , questa aria viene il più delle volte aspirata da un’elettroaspiratore posto a valle del condotto immediatamente vicino all’espulsione finale dell’aria.

Solitamente il posto più idoneo è in copertura sul tetto, ad ogni modo i motori di aspirazione dovrebbero essere accessibili alla manutenzione tecnica comodamente e in sicurezza , inoltre se vogliamo essere proprio precisi il motore aspirante corretto per l’impiego di sostanze chimiche ( potenzialmente infiammabili ) è quello antideflagrante ( in genere viene chiamato antiscintilla o antiscoppio)

questo motore è in classificazione ATEX e significa che la componentistica che lo compone è stata studiata appunto per far si che non sia possibile provocare eventuali scintille e quindi deflagrazioni poiché nelle cappe chimiche , nonché nei condotti di espulsione potrebbero ristagnare vapori potenzialmente infiammabili che al contatto con una scintilla potrebbero esplodere letteralmente coinvolgendo anche l’operatore stesso.

Ecco perché si consiglia sempre di “pulire” la cappa chimica al termine del suo utilizzo lasciandola accesa per una 10/15 minuti senza alcun tipo di materiale sotto cappa così da far espellere tutti gli eventuali vapori presenti nella cappa e nelle condotte.

Inoltre evitare anche di lasciare flaconi sotto cappa e via dicendo.

Invece quando sentite parlare di cappe chimiche DUCTLESS  si intendono cappe a “ricircolo dell’aria” aspiranta sul fronte

per ricircolo dell’aria si intende che fisicamente l’aria aspirata sul fronte della cappa prima di fuoriuscire nuovamente dalla stessa , attraversa uno o più filtri che in genere sono del tipo a carboni attivi 

Occhio perché esistono molte tipologie di carboni attivi e visto che in genere i clienti non ne hanno proprio idea , vengono buggerati dai più furbetti che per risparmiare gli installano carboni attivi generici che di solito sono per trattenere i solventi organici.

Ti dico occhio perché se ad esempio nella tua analisi è emerso che l’operatore dovrà utilizzare per le sue lavorazioni in prevalenza e tutti i giorni “acidi” quei carboni generici non saranno idonei e rischierai che dopo pochissimo questi acidi si disperdano nell’ambiente e qualcuno se li respiri totalmente.

Idem per la Formaldeide che oltretutto è stata classificata cancerogena.

Queste cappe chimiche a ricircolo Ductless quindi sono cappe che possono andare benissimo previa attenta analisi a monte dell’acquisto e monitoraggio nel tempo delle stesse al fine di cambiare i filtri installati se necessario perché cambiata la tipologia di lavorazione. 

Il tutto per dirti che nel dubbio il consiglio è sempre quello di canalizzarle all’esterno se possibile, le cappe a ricircolo nascono per ovviare a problemi che ci possono essere per mancata possibilità di portare le condotte in esterno, per vincoli paesaggistici o strutturali e via dicendo.

Magari adesso ti starai chiedendo come fai quindi a sapere se una cappa chimica è realmente DUCTED o DUCTLESS visto che anche queste ultime se possibile è meglio canalizzarle all’esterno, bhè questo non è semplicissimo devo dire… perché i filtri sono chiusi all’interno e generalmente non facilmente accessibili, 

  • diciamo che un trucchetto veloce ed indolore potrebbe essere il fatto di verificare l’esterno della tua cappa chimica, se non trovi viti o altro che ti permetta l’accesso al vano cappa allora molto probabilmente si tratta di una cappa non apribile perché DUCTED
  • oppure puoi avvicinare l’orecchio al cassone quando l’accendi e se fai attenzione dovresti sentire se c’è un motore all’interno che soprattutto quando la spegni continua a girare ancora un pò

ovviamente questi sono dei metodi molto grossolani ma che possono farti capire qualcosina di più sulla tua cappa , quelli più corretti sarebbero:

  • guardare il manuale tecnico nonché di uso e manutenzione che ti ha dovuto fornire il costruttore nella fase di acquisto di una cappa chimica
  • oppure affidarti all’esperienza di un’assistenza tecnica valida e seria

ma siccome sia il manuale che le assistenze serie faticherai a trovarle allora ho preferito darti sin da subito due dritte a “gratise” come si dice a Roma.

Ora non vorrei tediarti oltre perché magari già sai tutte queste cose, se vuoi approfondire puoi leggere altri articoli che ho scritto in cui parlo espressamente di queste cose che potrai trovare all’interno di questo portale.

Arrivati a questo punto , ormai sei un’esperto nel riconoscere le cappe e quindi visto che devi scegliere quale cappa richiedere al tuo fornitore o ai tuoi fornitori, ti informerai sul fatto di poterla canalizzare all’esterno magari dalla tua manutenzione interna e dopodiché deciderai.

giusto per darti qualche indicazione veloce e suggerimento:

  • Se puoi canalizzarla , prevedilo sempre anche se scegli una cappa a ricircolo
  • Se dovranno essere utilizzati cancerogeni come la “formaldeide” dovrai canalizzarla obbligatoriamente
  • Se non puoi canalizzarla e devi per forza di cosa installare una cappa chimica a ricircolo allora assicurati che i carboni siano corretti
  • Se vuoi acquistare una cappa a ricircolo per avere già i carboni va benissimo e tieni in conto la sostituzione degli stessi almeno ogni 12 mesi
  • Se scegli una cappa a estrazione totale fai attenzione affinché il motore che venga montato sia corretto e dimensionato per darti la velocità desiderata
  • Se scegli una cappa a Ricircolo che poi canalizzi , tieni presente che il motore è standard e quindi non puoi fare 50 metri di canali

e adesso voglio indicarti alcune note positive e negative secondo me di un tipo di cappa e dell’altra

ACQUISTO DI UNA CAPPA CHIMICA DUCTED (aria canalizzata all’esterno):

Pregi:

  • L’operatore si trova sempre in sicurezza perché l’aria viene aspirata ed espulsa fuori
  • Si può dimensionare il motore correttamente in base ai reali metri di condotte e curve presenti per avere la velocità di aspirazione desiderata
  • Se cambiano le lavorazioni nel tempo e si necessita di velocità maggiore si può pensare di sostituire il motore con uno più performante

Difetti:

  • Se non previsto un box filtri a carboni attivi , l’aria aspirata sul fronte viene sparata semplicemente fuori in ambiente con l’ipotesi che ti rientri dalla finestra
  • Se viene sbagliato il dimensionamento del motore non si può fare molto per aumentare la velocità ma bisognerà cambiare il motore
  • Viene in genere venduta come un arredo da laboratorio insieme ai banconi e i lavandini
  • Bisogna prevedere il costo extra per l’installazione del motore ed eventuale box filtri sul tetto o altra parte idonea che incide parecchio

 

ACQUISTO DI UNA CAPPA CHIMICA DUCTLESS (ricircolo dell’aria):

Pregi:

  • Filtri a carboni attivi specifici già a bordo macchina che filtrano l’aria prima di essere espulsa in ambiente per il benessere collettivo
  • Può essere installata anche senza canalizzazione e quindi non necessarie opere murarie o altri costi extra
  • Prezzo finito e cappa chiavi in mano pronta all’utilizzo sin da subito
  • Dimensioni in genere più contenute e cappa già montata direttamente in sede

Difetti:

  • La cappa se canalizzata non può avere 30 metri di canali perché il motore è standard di default
  • Se ci sono molti metri di condotte (es. 50 metri) va previsto un motore che aiuti l’aspirazione per aumentare la velocità di aspirazione frontale
  • Se si tende a risparmiare fino all’ultimo euro e non si cambiano i filtri poi saturandosi non compieranno più il loro compito
  • Non è possibile cambiare le velocità frontali più di quanto non imposta dal costruttore perché le prestazioni del ventilatore sono di fabbrica

4 ) Errore di non richiedere che la cappa chimica, una volta installata , venga nuovamente verificata totalmente per essere sicuri che stia funzionando

Questo errore comunissimo e generalizzato in fase di acquisto di una cappa chimica è quanto di più assurdo venga fatto a mio avviso.

Ipotizziamo che ti sei sbattuto per arrivare a identificare correttamente la tipologia per l’acquisto di una cappa chimica seguendo tutti i punti che ti ho riportato sopra e non facendo nessun’errore

dopo tutto questo lavoro di analisi, verifiche , accertamenti vari tu che fai…

non ti sinceri che la cappa montata nel posto che hai indicato sia realmente verificata sul posto e collaudata da personale qualificato ed esperto ??????

Fammi capire…

Siccome la cappa chimica che hai acquistato, ha la certificazione ISO o altro allora dai per scontato che da te nel tuo laboratorio stia funzionando correttamente e per quello che tu hai richiesto che facesse?

Questa cosa di essere così superficiali nel collaudo finale di una cappa chimica piuttosto che una cappa biologica (peggio mi sento perché ci sono anche i filtri Hepa molto delicati)

viene praticamente TRASCURATA da TUTTI in fase di installazione e collaudo.

Sai che la tua unica chance di poter verificare che il prodotto acquistato sia corretto e perfettamente funzionante è in quel fatidico giorno dell’installazione /collaudo?

Se non è così che l’hai mai visto preoccupati… il trasportatore stesso potrebbe averla sbattacchiata oppure potrebbe essere stata montata male oppure potrebbero essere stati fatti male i calcoli per le specifiche del motore (una delle cose che accade più spesso)

e TU NON VUOI SAPERLO?

Stai spendendo magari 8000/10000 euro per una cappa chimica e pecchi di superficialità proprio su questo aspetto?

Molti quando lo faccio presente mi dicono… a io no assolutamente, l’instalalzione e il collaudo vengono fatti a dovere ecc ecc come se si stessero difendendo o dovessero difendere l’azienda che ha venduto le cappe, a me non frega niente tanto poi faccio i controlli e se le cappe non funzionano non funzionano punto.

Io lo dico per voi, spendete un sacco di soldi quindi pretendete che questi collaudi (compresi il più delle volte) vengano eseguiti correttamente e seriamente 

e chiedete sin da subito in fase di offerta, chi eseguirà tali collaudi in fase di installazione.

Non darlo per scontato perché ad oggi accade che il 90% delle case costruttrici intende collaudo come un attaccare la spina alla corrente e accendere la cappa infatti spesso gli stessi trasportatori fanno questo ed ecco fatto il collaudo.

Invece per collaudo si intende il fare tutte quelle verifiche sulla cappa che ne determinano il reale funzionamento , in pratica come fossero i controlli che dovresti fare quanto meno annuali , quindi se chi dice di averti fatto il collaudo non ti fa molti test con diversi strumenti (smoke test con fumogeno, verifica velocità anemometriche , controllo rumorosità aspirazione ecc) allora stà solo attaccando la spina e devi avere paura.

Pensa a questo…

E’ un pò come se vai al ristorante , ordinassi delle linguine all’astice e poi non le mangiassi nel ristorante ma le portassi via e poi a distanza di una settimana magari ti accorgi che in realtà non era astice ma ti hanno dato gamberi e anzichè linguine hanno usato spaghetti.

Non saresti più nella condizione di portarli indietro o di dire che non ti stava bene non credi.

Ecco il collaudo che tu firmi è un pò una cosa del genere , getta su di te la responsabilità che la cappa stia funzionando correttamente anche senza aver eseguito tutti i test come riprova.

5 ) Errore diffuso di pensare di avere una garanzia sulla manutenzione della cappe chimiche e verifica della sua funzionalità ( Nessun contratto con assistenza tecnica esterna)

In ultimo ma non meno importante , in questo caso al termine dell’acquisto di una cappa chimica

è diffusissimo il pensiero da parte dei clienti di “pensare” che la garanzia avvolte citata dai costruttori o venditori di 12 o 24 mesi comprenda praticamente tutto.

Ecco vorrei sfatare questo mito nel senso che la garanzia è espressamente su problematiche dovute a problemi eventuali di carattere elettronico, rottura motore, schede in maniera accidentale e che non possano dipendere in alcun modo dal cliente

ma assolutamente non prevede la garanzia sui consumabili come i filtri ad esempio o l’eventuale verifica dell’aspirazione della cappa o dei controlli obbligatori che andrebbero fatti.

In genere soprattutto chi ha la garanzia di 24 mesi pensa che per 2 anni dall’acquisto non debba fare alcun tipo di verifica e forse solo trascorsi i 24 mesi si preoccuperà di far fare tali verifiche obbligatorie.

Questo non è assolutamente così, la cappa dal momento che viene installata diventa un vostro problema così come la sicurezza degli operatori è un vostro problema e quindi anche solo semplicemente per la legge 81 (sicurezza sul lavoro) siete obbligati a sincerarvi che la vostra cappa stia funzionando correttamente e costantemente tutti i giorni.

Quindi per semplificare,  il messaggio che voglio riportarvi è che almeno a 12 mesi dall’installazione fate verificare la vostra cappa da professionisti del settore , se non sai come trovarli ti invito a scaricare la guida “GRATUITA” che ho realizzato semplicemente lasciando una mail in cambio per potertela inviare tutto qui.

Procurati una tua assistenza tecnica di cappe chimiche valida e possibilmente quanto più vicina a te affinché possa supportarti seriamente e velocemente in caso di bisogno, non capisco quelli che pur di risparmiare si accattano un ‘assistenza che si trova a 800 km dalla propria sede.

Che poi parliamoci chiaro… secondo te, come fa a costare meno di un’assistenza specializzata dietro casa tua?

Stupido non sei e se fai due più due capirai che forse da qualche parte ci sono delle toppe e che il fregato resti sempre te.

Con questo ti saluto e spero di essere stato utile, forse mi sono dilungato un tantinello ma di cose da dire ce ne sono un’infinità e vorrei mettere tutti nella condizione di potersela cavare nelle varie situazioni, soprattutto quando si deve procedere all’acquisto di una cappa chimica o all’acquisto di una cappa biologica per un laboratorio 

dovendosi confrontare con gli gli avvoltoi del settore che sguazzano nella disinformazione.

 

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Grazie a presto

Fabrizio Cirillo

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8 Comments

8 Comments

  1. Angela

    17 luglio 2017 at 14:49

    Buongiorno gentilissimo signor Cirillo,
    Vorrei ringraziarla nuovamente per il tempo dedicatomi e la gentilezza, la precisione e professionalità con cui ha risposto a ogni mio quesito.
    Ho trovato inoltre utilissimi i suoi articoli, davvero molto buoni.
    Io ho lavorato con le cappe chimiche per 10 anni tra scuole superiori, università e dottorato e sinceramente alle prese con l’acquisto di una cappa mi sono resa conto che molte cose durante gli anni di studio le ho date molto per scontato.
    Però fortunatamente, ho trovato i suoi articoli.
    Credo che i consigli che lei mi ha fornito fino ad ora siano stati davvero utilissimi. E ne farò buon uso al momento dell’ acquisto di una cappa.

    Grazie mille ancora per la sua disponibilità e i suoi preziosi suggerimenti

    Le auguro un buon lavoro e una buona giornata

    • Fabrizio Cirillo "il Boss delle Cappe"

      17 luglio 2017 at 17:23

      Salve Angela
      intanto ti ringrazio per aver contribuito con il tuo commento e riportando la tua esperienza che è sempre molto interessante per tutti.
      Sono anche contento del tuo ottimo feedback e non potrebbe essere altrimenti ma quello che ci tengo a precisare è che mi fa veramente
      piacere poter essere di aiuto anche a chi come te scrive da fuori dalla regione Lazio.
      Ci siamo scambiati molte mail dove ho cercato di aiutarti, ogni tanto provo a dedicarmi a chi come te sa apprezzare.
      Odio quelli che pensano sia dovuto e che io debba rispondere a tutte le domande a prescindere perché non è proprio così anzi, il mio tempo a un costo e decido io a chi metterlo a disposizione
      Altrimenti rispondere alle domande si chiama Consulenza e non è gratuita.
      Continua a seguirmi e a commentare gli articoli

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  3. Luigi Del Zotto

    24 febbraio 2017 at 12:08

    Buongiorno,
    lo scorso anno vi avevo contattato perché cercavo chiarimenti per una cappa per travasi di formalina al 40% da portare a 4%. Non mi avete dato una risposta , ma vi avete indicato altri riferimenti risultati poco utili. Riprovo oggi formulando il problema in modo più preciso: che tipo di filtro a carbone dovrebbe montare una cappa a protezione fibre amianto per travasare occasionalmente 1litro da portare a 10 litri… inoltre è necessario cambiare motore? Siete in grado darmi una risposta precisa?
    In attesa di vostro riscontro vi porgo cordiali saluti
    Luigi Del Zotto

    • Fabrizio Cirillo "il Boss delle Cappe"

      24 febbraio 2017 at 12:10

      Salve Dr. Del Zotto

      sinceramente non ricordo proprio di una domanda di questo tipo o probabilmente non avevo compreso a pieno
      cosa intendesse.

      Ad ogni modo le rispondo subito sperando di poterla aiutare

      Quando si manipola la formalina , sviluppando vapori di formaldeide , vanno usati filtri a carboni attivi specifici
      per formaldeide in quanto trattati chimicamente così da trattenere tale vapore.

      Quindi si deve lavorare con una cappa chimica , se possibile collegata all’esterno in quanto da Gennaio 2016 la Formaldeide come
      ben saprà è stata riclassificata come Cancerogena.

      Detto questo, la cosa ideale quando si lavora con la formaldeide sarebbe avere una cappa che abbia un’aspirazione anche bassa sotto il
      pianale o quantomeno immediatamente sopra , se ha presente le anatomie patologiche , si iniziano a vedere delle cappe con varie aspirazioni
      bassa media e alta.
      Questo perché essendo un vapore pesante tende ad andare verso il basso.

      Ora parliamo dell’amianto, immagino che per lavorarlo lei abbia una cappa a filtrazione HEPA capace di intrappolare tali particelle eventuali che potrebbero svolazzare nella stanza.

      Quindi se la lavorazione per il 99% è con amianto, sicuramente deve usare una cappa con filtri HEPA, meglio se di triplo stadio di filtrazione modello H classe II
      per intenderci di quelle usate in oncologia biohzard ma che hanno anche un filtro hepa “cyto” sotto il pianale di lavoro dell’operatore così da bloccare subito le eventuali
      particelle di amianto e così da essere facile da smontare quando interveniamo noi dell’assistenza tecnica delle cappe.

      Non capisco molto la lavorazione in combinato amianto e formaldeide, qualora si tratta di due lavorazioni completamente differenti anche se si tratta di 1 volta l’anno
      1 litro di sostanza sviluppa veramente ingenti vapori quindi le consiglio di operare eo acquistare una cappa chimica a tal proposito con filtri per formaldeide.
      Non mi sento di consigliarle in alcun modo di usare la stessa cappa anche perché ha citato una giusta osservazione

      i motori delle cappe biologiche non sono pensati per lavorare con vapori soprattutto se infiammabili, e se non erro la formaldeide lo è
      quindi non è consigliata.

      La realtà è che non si può adattare una stessa cappa a svolgere più compiti se non cose basilari, ma in due scenari del genere di utilizzo di sostanze entrambe pericolose
      le consiglio di pensare all’acquisto di un’altra cappa a tale scopo.

      Spero di esserle stato utile e mi scuso se non le è stata data una risposta la scorsa volta, non so cosa sia accaduto sinceramente

      spero di averle dato qualche spunto in più.

      Attendo di avere una sua risposta per essere certo che l’abbia ricevuta correttamente.

      Ps Se avesse necessità della nostra assistenza tecnica sulle cappe non esiti a contattarci.

      http://www.technosrl.it

      cordiali saluti.

      • Dr. Del Zotto Luigi

        24 febbraio 2017 at 12:12

        Grazie delle informazioni… nel dettaglio la cappa dovrebbe servire per fissare campioni biologici di benthos marino e successivamente per il processo preparativo per la determinazione analitica. Tale processo consiste nella eliminazione della parte liquida contenente formalina e lavaggio in H2O corrente (almeno tre volte). Il preparato così è pronto per la cernita degli animali presenti. Si dovrà ancora verificare la presenza del residuo minimo di formalina e valutare se anche la cernita dovrà essere condotta sotto cappa.
        Cordiali saluti
        Luigi Del Zotto

  4. Simona

    15 ottobre 2016 at 19:51

    Ciao, ho letto e stampato questo articolo che mi è sembrato più una perfetta guida illustrativa all’acquisto di una cappa chimica priva però di pubblicità di qualsiasi tipo.
    solo la nuda e cruda verità-
    Ottima veramente, dovrebbero averla tutti e leggersela prima di fare cavolate.
    ora leggerò anche la guida sulle cappe biohazard che ho visto pubblicata

    • Fabrizio Cirillo

      19 ottobre 2016 at 16:24

      Ciao Simona,
      grazie mille per il tuo feedback che mi aiuta a capire sempre di più la direzione da seguire.
      Se vuoi condividi detto documento ciao

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