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Cappe Aspiranti

Cappa chimica aspirante con struttura in legno da usare come legna da ardere nel caminetto

cappa chimica da laboratorio

Tutti sanno che il legno è un materiale veramente pregiato, viene usato ovunque ancora oggi per mantenere la temperatura ad esempio, per costruire mobili o altro ma soprattutto viene ancora usato come combustibile per il riscaldamento delle abitazioni

Magari anche tu nella tua casetta di montagna hai un bel caminetto dove fare la brace per la carne e sicuramente hai qualche bel ciocco di legno vicino da ardere per fare la carbonella

Ecco li potresti bruciare la tua vecchia cappa chimica in legno pezzo pezzo e cucinarci un paio di bistecche

ovviamente la mia è una provocazione, anzi ti invito ad evitare di gettare il legno di una cappa chimica in un fuoco, soprattutto di casa perché potrebbe essere impregnato di sostanze chimiche negli anni e sviluppare vapori potenzialmente tossici oltre al rischio serio di un fuoco difficile da gestire

Hai magi gettato dell’alcol sul fuoco?

Ecco, quello è un solvente e potenzialmente anche la tua cappa potrebbe esserne impregnata quindi le fiamme che si svilupperebbero sarebbero tremende e indomabili

detto questo mi preme indicarti  una delle domande che più spesso mi viene fatta quando si parla di una cappa chimica aspirante  che è:

LA MIA CAPPA CHIMICA ASPIRANTE IN LEGNO LA DEVO BUTTARE OPPURE LA POSSO UTILIZZARE PER LE MIE MANIPOLAZIONI?

In giro ancora oggi si vedono modelli di cappe chimiche aspiranti vecchissime

alcune cappe sono ancora costruite totalmente in legno e vetro e la EN14175 chiede invece che il materiale di costruzione debba essere IGNIFUGO

Questo ovviamente è dovuto al fatto che in un laboratorio chimico si lavora con sostanze chimiche potenzialmente infiammabili che sottopongono a seri rischi di incendio la cappa chimica aspirante e quindi il laboratorio

Spesso si sottovaluta anche il fatto che non necessariamente l’incendio debba provenire o essere provocato da una cappa chimica aspirante ma potrebbe essere adiacente alla cappa chimica aspirante e quindi in automatico poi coinvolgere la cappa chimica aspirante stessa.

(In realtà non si può neanche parlare di cappa chimica aspirante ma di semplici cappe aspiranti nel momento in cui sono vecchie e in legno quindi solo utilizzabili per lavorazioni non pericolose)

Quindi capisci bene la difficoltà che può portare una situazione del genere?

Spesso ci si sofferma solo sulla parte dell’aspirazione della cappa e se devo essere sincero, molte cappe funzionano anche bene sotto questo punto di vista perché aspirano abbastanza, anzi spesso anche troppo perché sono stati montati dei motori forse destinati ad Aeroplani

Però come dicevo, ci sono cappe chimiche aspirante totalmente in legno che hanno una velocità frontale di aspirazione adeguata anche di 0,6 o 0,7 m/s

ovviamente poi dipende sempre da quale tipologia di manipolazione deve essere eseguita però pensando ad esempio al contenimento di Acidi mi sento di dire che questo potrebbe essere garantito anche da questi dinosauri delle cappa chimica aspiranti

Molti miei colleghi, soprattutto i venditori sentendo parole del genere potrebbero rabbrividire perché in genere cercano di piazzare le loro cappe ma siccome io non voglio vendere niente a nessuno se non una consulenza corretta e o una manutenzione e assistenza posso dire ciò che voglio perché non sono legato a nessuna casa costruttrice

Ora non sto dicendo che queste cappe in legno vadano bene, certo che se c’è la possibilità di acquistarne una nuova allora bisogna volgere lo sguardo a realtà innovative ma purtroppo siamo in ITALIA e il parco attrezzature è vecchissimo , soprattutto i dispositivi di protezione collettiva sono molto vecchi in realtà come le università soprattutto

 

DI QUALI MATERIALI POTREBBE ESSERE COSTRUITA UNA CAPPA CHIMICA ASPIRANTE SECONDO LA EN14175?

Come accennavo prima, il materiale di costruzione di una cappa chimica aspirante secondo le EN14175 deve essere ignifugo e quindi il legno non è proprio l’ideale

pensando a una cappa chimica aspirante ben fatta mi sento di rispondere “DIPENDE”

Infatti il materiale di costruzione per:

  • Piano di lavoro cappa chimica aspirante
  • Struttura cappa chimica aspirante

può essere differente secondo la tipologia di manipolazioni che vengono eseguite sotto cappa chimica aspirante

ad esempio il piano di lavoro di una cappa chimica aspirante potrà essere realizzato in:

  • GRES 
  • RESINE EPOSSIDICHE 
  • POLIPROPILENE
  • ACCIAIO INOX

Mentre la struttura di una cappa chimica aspirante ha pannelli ignifughi rivestiti con:

  • RESINE MELAMMINICHE LAMINATE
  • GRES

pensare anche alla parte corrosiva di sostanze come acidi che producendo vapori acidi corrosivi appunto possono intaccare i materiali non specifici per tali lavorazioni

Ma vediamo nel dettaglio cosa sono questi materiali usati per la realizzazione di cappe chimiche così da farci un’idea

GRES (ceramica)

La ceramica è un materiale inorganico, non metallico, molto duttile allo stato naturale, rigido dopo la fase di cottura.
Con la ceramica si producono diversi oggetti, quali stoviglie, oggetti decorativi, materiali edili (mattoni e piastrelle e tegole), rivestimenti per muri e pavimenti di abitazioni.
Specifiche ceramiche inoltre, trovano impiego nei rivestimenti ad alta resistenza al calore per il loro alto punto di fusione.
Il colore del materiale ceramico varia a seconda degli ossidi cromofori contenuti nelle argille (ossidi di ferro, da giallo, arancio, rosso a bruno; ossidi di titanio, da bianco a giallo).
Può venire smaltata e decorata fonte Wikipedia

RESINE EPOSSIDICHE (sono polimeri termoindurenti con reazione a freddo con resistenza chimico-meccanica)

Le resine epossidiche sono polimeri termoindurenti ottenuti da monomeri che contengono l’anello epossidico a tre atomi. Ossido di etilene (ossirano)
Questa categoria di resine è la più utilizzata per la realizzazione di materiali compositi avanzati, ottenuti mediante la combinazione della resina con delle fibre.
Le resine epossidiche sono vetrose a temperatura ambiente e vengono quindi miscelate con diluenti per abbassare la viscosità a livelli adeguati per l’impregnazione delle fibre. I diluenti sono stirene monomero e stirene ossido. fonte Wikipedia

POLIPROPILENE (polimeri termoplastici)

Il polipropilene (o polipropene, abbreviato in PP) è un polimero termoplastico che può mostrare diversa tatticità.
Il prodotto più interessante dal punto di vista commerciale è quello isotattico: è un polimero semicristallino caratterizzato da un elevato carico di rottura, una bassa densità, una buona resistenza termica e all’abrasione.
La densità del polipropilene isotattico è di 900 kg/m³ e il punto di fusione è spesso oltre i 165 °C.
Le proprietà chimiche, determinate in fase di produzione, comprendono la stereoregolarità, la massa molecolare e l’indice di polidispersione.
Il prodotto atattico si presenta invece come un materiale dall’aspetto gommoso, e ha scarso interesse commerciale (è stato usato solo come additivo). fonte wikipedia

ACCIAIO INOX (acciaio inossidabile, resistenza alla corrosione)

Gli acciai inossidabili sono leghe di ferro caratterizzate, oltre che dalle proprietà meccaniche tipiche degli acciai al carbonio, da una notevole resistenza alla corrosione, specie in aria umida o in acqua dolce.
Tale capacità di resistere alla corrosione è dovuta alla presenza di elementi di lega, principalmente cromo, in grado di passivarsi, cioè di ricoprirsi di uno strato di ossidi sottile e aderente, praticamente invisibile, di spessore pari a pochi strati atomici (dell’ordine dei 0,3-5 nm), che protegge il metallo, o la lega, sottostante dall’azione degli agenti chimici esterni. fonte Wikipedia

RESINE MELAMMINICHE LAMINATE

Le resine melamminiche sono resine sintetiche termoindurenti ottenute per policondensazione della formaldeide con la melammina.
Si ottiene una resina incolore e inodore, resistente all’acqua, agli agenti chimici, all’abrasione, al calore e con una notevole trasparenza alle radiazioni luminose soprattutto nel violetto
Il prodotto derivante dalla policondensazione viene poi essiccato, macinato e additivato. La polvere così ottenuta viene stampata a 130-170 °C. Durante lo stampaggio avviene la reticolazione formando così un polimero infusibile
Le resine melamminiche sono utilizzate per la produzione di laminati plastici (quali formica e arborite), mobilia da cucina, servizi da tavola (soprattutto piatti), colle e vernici.
Una forma speciale di resina melamminica è la schiuma di melamina-formaldeide, usata soprattutto come materiale isolante e fonoassorbente e più recentemente come pulitore abrasivo. fonte Wikipedia

QUINDI LA MIA CAPPA CHIMICA ASPIRANTE IN LEGNO LA DEVO USARE COME LEGNA DA ARDERE NEL CAMINETTO?

Allora, mi sento di dirti con estrema correttezza che lavorare con una cappa chimica di questo tipo ti mette a rischio quindi se puoi usarne un’altra meglio oppure acquistarla ancora meglio

ma se proprio devi utilizzarla perché non hai altro modo e maniera ti consiglio di avere un piccolo accorgimento che non ha nessuno

ad esempio potresti pensare di trattare la tua cappa chimica con delle vernici apposite che rendano il legno della struttura più resistente al fuoco e ritardare sicuramente eventuali incendi dandoti il tempo di provare a spegnere il fuoco o metterti in sicurezza

Questo trattamento viene definito “IGNIFUGAZIONE” ti inserisco il link a wikipedia per chi volesse approfondire

L’ignifugazione è il trattamento al quale viene sottoposto un materiale per ridurre o ritardare la combustione. Viene effettuato generalmente su materiali facilmente infiammabili come la stoffa e il legno. Esempi di ignifugazione sono la “verniciatura” (trattamento superficiale), con apposite componenti che impediscono o ritardano l’accesso dell’aria

Esistono infatti in commercio delle vernici ignifughe chiamate “INTUMESCENTI” che possono essere utilizzate proprio a tale scopo

Potresti pensare quindi di acquistarle e farti un trattamento in casa delle tue cappe in legno rivestendo tutte le superfici oppure chiamare noi che potremmo farlo per te se sei in zona Roma – Lazio

Oddio sembra una partita di calcio, il Derby

Vabbè ci siamo capiti, se siamo vicini potremmo pensare di farti noi questo trattamento altrimenti fai prima a ricomprare la cappa, poi dipende dal numero di cappe e così via
(Ti ricordo che questa opzione è proprio l’ultima spiaggia, se puoi acquistarne una nuova fallo)

Sempre per tua conoscenza devi sapere che tale trattamento è ovviamente superficiale e nel tempo va considerato di trattare nuovamente le superfici altrimenti l’efficacia si perde

Se invece hai necessità di trattare grosse quantità di superfici in modo professionale e con materiali di qualità allora ti consiglio di affidarti all’azienda www.ecoteritalia.it che si occupa di trattamenti da 500mq a 15000mq inviando sul campo personale specializzato per tali lavorazioni

Magari non è di tuo interesse però visto che ci trovavamo ti ho voluto dare un’informazione in più

Esiste in commercio anche altro tipo di trattamento ignifugo molto più professionale e risoluto che però può essere fatto solo a monte quando il legno viene lavorato

Sto parlando del trattamento intumescente a pressione mediante autoclavaggio

In pratica è un trattamento speciale che prevede una serie di passaggi di cicli di vuoto e cicli dove il legno viene sottoposto a pressione forzata in autoclave e diversamentedal semplice trattamento superficiale, quello a pressione consente l’inserimento mediante iniezione in profondità di prodotti (in genere ecologici) ignifughi anche fino al centro delle travi

Così facendo viene quindi garantita l’applicazione totale ed uniforme che rende queste travi di legno completamente ignifughe con una durata nel tempo molto maggiore e senza necessità di trattamenti ulteriori con il passare degli anni

Inoltre si hanno altri benefici come la funzione protettiva contro la formazione di funghi e muffe oltre che insetti o altro che preservano il legno con il passare degli anni

Questo però non è il tuo caso e che io sappia il legno utilizzato 40/50 anni fa per costruire la tua cappa aspirante in legno non credo abbia subito un simile processo di autoclavaggio

anche perché le cappe da laboratorio purtroppo ancora oggi e quindi figuriamoci anni e anni fa vengono viste come arredo da laboratorio quando in realtà sono sempre stati dispositivi di protezione collettiva perché proteggono la collettività appunto (DPC)

Probabilmente il legno della tua cappa chimica aspirante a suo tempo è stato trattato con tali sostanze ignifughe, forse

ma sicuramente attualmente non lo è più e quindi ti lascia esposto a rischi di incendio notevoli con conseguenze catastrofiche

Non sarebbe la prima volta che vediamo una c appa chimica aspirante prendere fuoco, immagina poi che nei condotti di espulsione in genere si viene a creare una sorta di melma appiccicaticcia negli anni che è una miscela di varie sostanze aspirate giorno dopo giorno e del quale non si conosce bene le caratteristiche

Sicuramente prendendo fuoco la cappa si rischia di avere le fiamme anche nei condotti che spesso passano internamente agli edifici con il rischio potenziale di fumi altamente tossici e o cancerogeni che si potrebbero sviluppare nell’edificio

Immagini i risvolti che tutto questo potrebbe avere?

Sicuramente il tuo laboratorio verrebbe chiuso, la struttura potrebbe essere chiusa e per cosa?

Quindi torno a dirti che prevenire è meglio che curare e potresti pensare di trattare le tue cappe chimiche o cappe aspiranti prima che capiti qualche incidente

Inoltre, su cappa chimica aspirante in legno, è sconsigliatissimo lavorare con sostanze pericolose o addirittura cancerogene come potrebbe essere la formaldeide perché per niente idonee sotto molti punti di vista e non soltanto per la loro struttura in legno

In realtà la cappa non è proprio a tenuta ad esempio e già dai vetri stessi spesso si sentono spifferi di aria oltre alla struttura che in genere non presentanto il back buffle, pannello posteriore obliquo fa si che ci possano essere molte turbolenze con ritorni improvvisi di flusso

Insomma se devi manipolare sostanze cancerogene attrezzati con una cappa chimica idonea e convogliata all’esterno lasciando la tua cappa chimica aspirante

con questo è tutto e spero di esserti stato utile parlando di una Cappa chimica aspirante e averti incuriosito con certe tematiche del quale nessuno parla

aiutami a condividere questo articolo sulla cappa chimica aspirante gentilmente e commentalo se vuoi, sarò lieto di risponderti

grazie ciao

Un saluto

Fabrizio Cirillo

Il Boss delle cappe

 

 

 

 

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