intervista in Radio a Fabrizio Cirillo sul libro Apocalisse Zombie delle cappe chimiche e biologiche

Ti hanno mai intervistato in Radio?

Vuoi scoprire i retroscena che ci sono e che mi hanno coinvolto direttamente?

Voglio raccontarti infatti quello che è accaduto a me perché sinceramente credevo che le realtà fossero altre e invece ho fatto una scoperta che mi ha lasciato sbalordito

Un bel giorno ero con mia Moglie e uno dei miei figli a pranzo fuori quando a un certo punto mi squilla il telefono con un numero sconosciuto

decido di rispondere ugualmente e dall’altra parte mi sento dire:

“Ciao Sono Andrea Lupoli di Radio Cusano Campus” ho una rubrica sulla sanità, ho letto il tuo libro sulle cappe da laboratorio APOCALISSE ZOMBIE che mi è sembrato molto interessante e vorrei farti un’intervista, che ne pensi?”

Sono stato catapultato in un mondo che non mi apparteneva mentre ero in pausa pranzo e ancora con della lattuga tra i denti del tramezzino che stavo mangiando

ho fatto un cenno a mia moglie che ha capito subito l’importanza della telefonata e mi sono allontanato per rispondere dicendo:

Di seguito riporto integralmente il file audio dell’intervista fatta dal Sig. Lupoli Andrea di Radio Cusano Campus incentrata sul libro Apocalisse Zombie di Fabrizio Cirillo


“Ciao Andrea, sono contento che ti sia piaciuto il mio libro sulle cappe e che sia motivo di interesse per te e la tua Radio, certo che posso fare un’intervista, se questo può aiutarmi a diffondere il concetto che è possibile migliorare lo stato attuale delle cose migliorando la sicurezza minimizzando i rischi degli operatori, cosa devo fare?”

Andrea mi risponde dicendomi che mi avrebbe richiamato qualche giorno dopo alle 15 del pomeriggio ed ha chiuso la telefonata.

Puntualissimo come un orologio Svizzero appena uscito dalla fabbrica Andrea Lupoli mi ha contattato dicendomi:

“Ciao Fabrizio, come da accordi ti ho chiamato per l’intervista, 1 minuto e andiamo in onda”

Io impacciatissimo nel fare la mia prima intervista ho risposto di getto: “OK”

Ed ecco che Andrea rispettando la sua tabella di marcia mi ha fatto l’intervista con una serie di domande botta e risposta per circa 20 minuti

Quello che mi ha lasciato sbalordito è il fatto che non vi fosse preparazione di sorta

Ero assolutamente convinto che le interviste fossero programmate e organizzate, che venissero fornite le domande all’intervistato avendo così il tempo di prepararsele

e invece niente

Nada de Nada

Mi sono trovato a rispondere alle domande secche così su due piedi

Non so se ero solo io a pensare che il dietro le quinte fosse differente ma ti posso assicurare che rispondere a delle domande direttamente in Radio senza preparazione delle risposte non è stato così semplice

Anche se poi chi mi ha ascoltato mi ha detto che non si direbbe, anzi, sembra il contrario

Invece ti riporto i fatti realmente accaduti

è stata un’intervista fatta di getto

Ho capito che i giornalisti vanno dietro a degli automatismi e realtà che per loro sono scontate e invece per noi esseri umani assolutamente no

quindi se vi chiamano per un’intervista fate attenzione perché potrebbero catapultare anche voi in questa realtà e potreste trovarvi in difficoltà

E’ anche vero che se c’è piena padronanza della materia, non dovresti avere difficoltà a rispondere a domande inerenti il tuo lavoro però un pochino di preparazione
non avrebbe guastato anche per dare una risposta interessante e intelligente agli ascoltatori affinché quel poco tempo a disposizione venisse sfruttato a dovere

Ecco perché io nel mio libro sulle cappe ho cercato di essere meno tecnico possibile , utilizzando termini semplici ma che facessero capire il punto della questione

E’ proprio per questo che la lettura è così scorrevole, mi sono immedesimato nei tecnici di laboratorio e non ho dato per scontato quello che per me in realtà lo fosse

Forse è per questo che molti apprezzano il mio modo di fare formazione, cerco di essere quanto più umile possibile capendo che non tutti sanno quello che so io e che hanno bisogno di qualcuno che lo spieghi con parole povere e senza confonderli

Ecco questo è quello che ho fatto nel mio libro Apocalisse Zombie che ti invito a comprare per scoprire cose che nessuno ha mai avuto il coraggio di raccontare
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Di seguito riporto integralmente il file audio dell’intervista fatta dal Sig. Lupoli Andrea di Radio Cusano Campus incentrata sul libro Apocalisse Zombie di Fabrizio Cirillo

 

Trascrizione integrale dell’intervista fatta dal Sig. Lupoli Andrea di Radio Cusano Campus incentrata sul libro Apocalisse Zombie di Fabrizio Cirillo “Specialista di Cappe chimiche e biologiche”: (suddivisa in domanda e risposta)

Andrea Lupoli “Conduttore Radio Cusano Campus”: Stringo fra le mani un bel volumone è un tomo che riguarda un argomento molto particolare la manutenzione delle cappe, ma non solo perché il titolo è parzialmente evocativo e anche forte:

Apocalisse Zombie quindi richiama nell’immaginario collettivo ad un’idea appunto molto pesante quasi da fine del mondo:

come fermare l’epidemia del cancro addirittura nel sottotitolo grazie al corretto utilizzo la manutenzione delle cappe dal laboratorio

Cerchiamo di capirne di più con il suo autore Fabrizio Cirillo che appunto specialista in cappe chimiche

Buon pomeriggio e grazie per essere virtualmente qui

Fabrizio Cirillo “Specialista di Cappe chimiche e biologiche”: Sì, ciao Andrea, grazie a te

Andrea Lupoli “Conduttore Radio Cusano Campus”: E’ un titolo molto forte perché richiama ad una vera apocalisse, una fine del mondo legata ad una patologia che purtroppo segna in modo pesante i nostri giorni, ma al tempo stesso ad un utilizzo scorretto delle cappe da laboratorio

Ci aiuti a capirne di più

Fabrizio Cirillo “Specialista di Cappe chimiche e biologiche”: Sì, hai centrato quello che è il problema attualmente in Italia, quindi l’uso scorretto di quelli che sono i dispositivi di protezione collettiva chiamandoli un po’ tecnicamente le cappe da laboratorio, cappe chimiche e biologiche in generale

Tornando al libro è stato redatto da me, quindi come autore e la prefazione è stata scritta da un famoso oncologo il Dr. Pagliara Claudio

diciamo che dai miei studi durante gli anni ho voluto dare un po’ di attenzione a questa tematica del cancro che attanaglia un po’ tutta l’Italia

quando mi sono reso conto che i numeri erano veramente incredibili,

parliamo di 1000 nuovi casi di cancro che vengono diagnosticati ogni giorno in Italia quindi 365.000 l’anno, sono tantissimi

Insomma io parlo di dati, che sono poi dell’AIRC, quindi dati ufficiali e ad oggi ancora non ci sono delle concomitanze con quello che può essere il riscontro tra utilizzatori di cappa chimica

che utilizza sostanze cancerogene con quello che poi è il cancro effettivo ai polmoni, piuttosto che altro.

Andrea Lupoli “Conduttore Radio Cusano Campus”: Non ci sono studi in questo senso lei dice insomma non sappiamo la correlazione.

Fabrizio Cirillo “Specialista di Cappe chimiche e biologiche”: Non ci sono degli sviluppi assolutamente questo è corretto dirlo,

ma dall’altra parte se uno guarda un po’ la storia a gennaio 2016 hanno dichiarato cancerogena la formaldeide

2016 quindi, per quanti anni è stata utilizzata una sostanza che, non so se ricordi ,  esistevano delle pastiglie chiamate Formitrol che venivano utilizzate per il mal di gola, che eliminavano completamente i batteri, ovviamente anche magari l’ospitante. (link a articolo sulla formaldeide)

Cosa accadrà tra qualche anno?

Andrea Lupoli “Conduttore Radio Cusano Campus”: E lei dice immaginiamo quando siamo davanti a un certo tipo, certo soprattutto quando ci ritroviamo dei professionisti che per mestiere sono a contatto con la sostanza

Fabrizio Cirillo “Specialista di Cappe chimiche e biologiche”: Assolutamente sì.

Andrea Lupoli “Conduttore Radio Cusano Campus”: tanto bene non fanno ecco che arriva la famosa cappa aspirante come veniva chiamata un tempo, mi corregga se sbaglio ma insomma la cappa di laboratorio, ce ne sono diverse no?

Fabrizio Cirillo “Specialista di Cappe chimiche e biologiche”: sì sì correttissimo, perché un tempo erano diciamo cappe aspiranti e ad oggi ancora vengono utilizzate ma rimangono nella classificazione delle cappe aspiranti, non cappe chimiche con la nuova normativa per esempio la EN14175 che va a definire la parte strutturale che dovrebbe avere una cappa chimica.

Su questo le nostre università sono molto indietro

il libro è stato creato proprio per questo, cioè io mi sono reso conto che nel tempo non vi era proprio informazione sulle cappe, e ancora oggi l’unica informazione che si trova, si trova tramite il nostro portale www.chizard.it

un portale gratuito sulle cappe chimiche e biologiche, proprio fatto per gli operatori e gli utilizzatori

il canale YouTube di chizard idem, creato per divulgare queste informazioni su come utilizzare le cappe da laboratorio nel modo corretto e altre informazioni di vario tipo

inoltre c’e il libro sulle cappe chimiche e cappe biologiche,  perché non esisteva un testo ed è l’unico al mondo sulle cappe che attualmente può essere utilizzato da quelli che sono ragazzi universitari che entrano a far parte di un’università,

Ad esempio è impensabile che in una facoltà di chimica non gli viene spiegato come devono essere utilizzate le cappe chimiche nel modo corretto, non hanno un testo, è assurdo che leggano libroni di 1000 pagine e poi non hanno un piccolo testo sulle cappe o una material specifica

Andrea Lupoli “Conduttore Radio Cusano Campus”: Ma come funzionano, perché un profano potrebbe dire: vabbè l’accendo dopo di che fa tutto quello che deve da sola

Fabrizio Cirillo “Specialista di Cappe chimiche e biologiche”:Certo, assolutamente, diciamo che intanto la classificazione ha un bivio iniziale, cappe chimiche e cappe biologiche

che si differenziano per quello che è poi diciamo l’aspetto lavorativo per il quale possono essere utilizzate

quindi le cappe chimiche possono avere dei carboni attivi all’interno e vengono utilizzate per la manipolazione di sostanze chimiche

in generale possono essere dalle meno tossiche a quelle addirittura cancerogene,

Ad esempio prima citavamo la formaldeide

e quindi tali cappe potrebbero avere carbone all’interno o meno per espellere in ambiente esterno l’aria dagli edifici

Andrea Lupoli “Conduttore Radio Cusano Campus”:Quelle che utilizzano i ragazzi a cui faceva riferimento che magari studiano chimica ?

o c’è un discorso legato ad una chimica di laboratorio insomma ovviamente esercitazioni di questo tipo?

Fabrizio Cirillo “Specialista di Cappe chimiche e biologiche”: Assolutamente si in laboratorio vengono utilizzate tantissime sostanze chimiche

ad oggi ci sono circa 100.000 sostanze chimiche in commercio

ma solo di circa 800 si sa la reale cancerogenicità o meno

quindi stiamo parlando del 99% che si ha ancora in un campo dove vengono di utilizzare delle sostanze ma non c’è un grandissimo controllo

Andrea Lupoli “Conduttore Radio Cusano Campus”: l’altro tipo invece?

Fabrizio Cirillo “Il Boss delle Cappe”:L’altro tipo invece sono le cappe biologiche che vengono utilizzate con filtri HEPA per intenderci

e in questo caso, per dirla velocemente vanno a creare un flusso sterile

sterilità su quello che è il piano di lavoro

ci sono ovviamente anche lì varie tipologie di cappe biologiche

arriviamo anche alla cappe un po’ più particolari e complesse come le BioHazard che servono per proteggere operatori, prodotto e ambiente

Quindi immagini quando si fanno lavorazioni del tipo controlli su legionella, salmonella o più a fondo quella che può essere l’HIV o addirittura l’ebola

per esempio l’ebola viene trattata sotto cappe a flusso laminare sterile

Andrea Lupoli “Conduttore Radio Cusano Campus”: Perché lei dice un corretto utilizzo, mettiamo caso, ecco l’ha fatto lei l’esempio per l’ebola o per appunto un agente biologico infettivo, abbiamo l’operatore che presumibilmente ha quella sorta di scafandro che lo avvolge e poi magari sta lavorando appunto sotto una cappa biohazard

perché dice il corretto utilizzo?

in quel caso quali sono le accortezze ?

qual è l’attenzione aldilà dell’accensione stessa, appunto di cui parlavamo pochi istanti fa?

Fabrizio Cirillo “Specialista di Cappe chimiche e biologiche”:Benissimo, intanto hai fatto bene a sottolinearlo

perché il più della volte questo discorso è proprio legato all’aspetto lavorativo dell’operatore

immaginiamo un pilota di Ferrari

se viene data una Ferrari in mano ad una persona che non sa guidare, rischia di farsi veramente male

quindi il dispositivo di protezione collettiva può essere anche il migliore in assoluto da questo punto di vista ma poi se l’operatore non lavora correttamente può avere delle difficoltà.

Ad esempio, se l’operatore manipola, quindi utilizza proprio le mani nel modo scorretto e quindi porta all’interno della cappa biohazard dell’aria contaminata perché entra ed esce con le mani continuamente portando all’interno quella che è la parte esterna, quindi la parte sporca può andare ad alterare quello che è il risultato del prodotto e viceversa,

se all’interno invece abbiamo un prodotto pericoloso può essere portato all’esterno

Quindi l’operatore deve assolutamente sapere come lavorare

Andrea Lupoli “Conduttore Radio Cusano Campus”: Ci sono diversi parametri a questo punto che possono essere gestiti ?

ecco proprio per cambiare magari l’afflusso d’aria, filtrare un certo tipo d’aria, non filtrarla, cioè non c’è solo un tasto on-off, l’accendo, abbasso la barriera e la chiudo lì, non è così Cirillo?

Fabrizio Cirillo “Specialista di Cappe chimiche e biologiche”:Sì, diciamo non è proprio infatti così, l’accendo, la cappa va a regime e così via

è un po più complicato di così

bisogna avere delle accortezze ulteriori

indicativamente proprio dei punti da seguire, dei passi che in generale non pienamente vengono forniti, neanche dalle case madri costruttrici delle cappe

insomma non da tutti e quindi ci sono delle accortezze

Ad esempio: aspettare  15/ 20 minuti prima di utilizzare la cappa, cosa che questo magari non viene fatto perché la cappa ha bisogno di stabilità e molte altre ovviamente

Andrea Lupoli “Conduttore Radio Cusano Campus”: Ecco, mi sembra di capire Cirillo che oltre che un corretto funzionamento lei si occupa anche di questo?

di una manutenzione delle cappe chimiche e manutenzione delle cappe biologiche stesse?

di una pulizia suppongo anche dei filtri, la sostituzione o quant’altro?

insomma da profano mi viene da ragionare in questo modo

ci sono tutta una serie di manovre e una sorta di consapevolezza che bisogna avere nel momento stesso in cui la persona si trova ad operare su un certo prodotto biologico anziché una certa sostanza in pratica?

Fabrizio Cirillo “Specialista di Cappe chimiche e biologiche”:Assolutamente sì

stando sul campo con gli operatori e potendo fare tantissimi test

ho potuto verificare cose che non vengono scritte e descritte da nessuna parte

insomma ripeto non ci sono testi veri e propri riconosciuti come tali sul corretto utilizzo delle cappe da laboratorio

non c’è nulla sulle cappe chimiche o cappe biologiche

quindi noi stando sul campo con la nostra assistenza tecnica (www.technosrl.it)

ci sono tantissimi aspetti, tantissime cose da sapere quando si utilizza una cappa da laboratorio

moltissime cose da tenere sotto controllo

Andrea Lupoli “Conduttore Radio Cusano Campus”: Prima di salutarla

siamo in collegamento con Fabrizio Cirillo autore di Apocalisse zombie

che non è un vero e proprio libro dell’orrore per così dire, potrebbe potenzialmente diventarlo Cirillo

insomma se quell’attenzione va ad abbassarsi appunto sulla manutenzione delle cappe chimiche o la manutenzione delle cappe biologiche per quello che ci ha appena raccontato

Invece quando parliamo di laboratori di ricerca in ambito biomedico

è un campo a noi particolarmente caro, proprio perché abbiamo un laboratorio di questo tipo presso l’Università Campus Biomedico

ecco, di che tipo invece di manutenzione ma anche di che tipo di cappe parliamo quando c’è qualcosa di questo?

Fabrizio Cirillo “Specialista di Cappe chimiche e biologiche”: Da questo punto di vista

dipende sempre dalla tipologia di ricerca che si sta effettuando e dal tipo di sostanze che vengono manipolate

se parliamo in ambito di ricerca per esempio lavorando con culture cellulari ad esempio, cose insomma a livello biologico, si deve lavorare con cappe biologiche e non cappe chimiche

Andrea Lupoli “Conduttore Radio Cusano Campus”: Sì, perché in ambito genetico ovviamente

quindi ci si muove su questo!

Fabrizio Cirillo “Specialista di Cappe chimiche e biologiche”:Sì assolutamente

questo per esempio anche in quelle che sono utilizzate per la fecondazione assistita

se uno vuole ci sono cappe di questo tipo e sono cappe in genere in classe 2

quindi con flusso sterile sul piano di lavoro e da questo punto di vista è fondamentale l’utilizzo in modo corretto da parte dell’operatore per non inficiare su quello che è risultato nell’ambito sicuramente della ricerca

o del risultato che uno vuole ottenere, perché è facilissimo che possa inficiare

in quanto il flusso laminare è comunque abbastanza, ma non è fortissimo

quindi non riesce a contrastare l’azione dell’operatore

sicuramente da questo punto di vista, l’operatore lavorando in un certo modo, anche con l’utilizzo dei DPI in modo adeguato

potrebbe aiutare ma spesso la protezione individuale non viene utilizzata in modo corretto

  • guanti che dovrebbero essere messi sopra il camice per evitare problemi
  • il camice abbottonato dietro per non avere possibili contaminazioni indesiderate
  • mascherine corrette e ben posizionate
  • l’uso di occhiali a protezione degli occhi e da eventuali schizzi imprevisti
  • magari i manicotti per le braccia da indossare per lavorazioni chimiche soprattutto e via dicendo

quindi c’è proprio una mancanza da questo punto di vista che porta l’operatore a contaminarsi inavvertitamente nel momento in cui ci sono degli agenti contaminanti

rischiando anche di portarlo addirittura a casa

perché spesso e volentieri vengono utilizzati anche i cellulari e poi appoggiati dentro la cappa che poi vengono dati ai figli una volta tornati a casa

Andrea Lupoli “Conduttore Radio Cusano Campus”:Non si parla solo del prodotto tecnico allora?

posso avere il prodotto migliore del mondo, ma poi non lo so utilizzare

poggio il cellulare, appunto come faceva riferimento lei

non metti i guanti

o insomma non mi muovo con conoscenza e professionalità ed ecco che è vanificato anche il prodotto tecnologico stesso Cirillo?

Siamo in chiusura

Fabrizio Cirillo “Specialista di Cappe chimiche e biologiche”: Non potevo dirlo meglio

assolutamente è così, questo è quanto

vengono spesi migliaia di euro, perché comunque una cappa può costare anche 10, 15 mila euro, dipende dal tipo di cappa

e tutto ciò diventa vano nel momento in cui l’operatore non ha la consapevolezza reale di cosa e come muoversi

inoltre non vengono fatti dei corsi agli operatori e dei corsi fatti bene sia sull’utilizzo delle cappe chimiche o cappe biologiche

ma neanche sui rischi chimici e biologici legati però allo scorretto utilizzo delle cappe da laboratorio

che comunque è un qualcosa che dovrebbero già conoscere oltre che obbligatori per legge,

quindi imparare ad utilizzare il proprio dispositivo di protezione collettiva

Andrea Lupoli “Conduttore Radio Cusano Campus”: Grazie dunque, grazie davvero a Fabrizio Cirillo

Fabrizio Cirillo “Specialista di Cappe chimiche e biologiche”: Grazie a te

Andrea Lupoli “Conduttore Radio Cusano Campus”: Grazie, a presto buon lavoro

Fabrizio Cirillo “Specialista di Cappe chimiche e biologiche”: Grazie, grazie a voi

FINE

 

Ecco ho voluto riportati anche il testo oltre l’audio integrale dell’intervista per comodità

Spero sia stato di tuo interesse

Ti ricordo che il 6 di APRILE a ROMA

ho organizzato il prossimo corso proprio sui:

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